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#Giro100: di cosa si è parlato, chi ne ha parlato, quanto e quando

L’edizione numero 100 del Giro d’Italia si è conclusa da pochi giorni con un rinnovato successo in termini di pubblico e di attenzione da parte dei media. Durante le 21 tappe migliaia di persone hanno affollato le strade e le piazze d’Italia al passare della carovana. Molto attivo anche il popolo della rete che non ha mancato di dimostrare un grande affetto nei confronti dei propri beniamini, esprimendo anche giudizi e valutazioni sull’evolvere della competizione. Un Giro che quest’anno è stato particolarmente avvincente e ricco di colpi di scena con i principali protagonisti che si sono contesi la maglia rosa fino all’ultimo atto, la cronometro di Milano.
Anche per questo molti appassionati e tifosi, domenica 28 maggio, sono rimasti letteralmente incollati alla TV per seguire le ultime fasi della gara e celebrare le gesta del vincitore.
Molto interessante è anche il riscontro che l’evento ha avuto sui social, ed in particolare su Twitter dove l’organizzazione del Giro aveva lanciato l’hashtag ufficiale #giro100. In un contesto come quello attuale, in cui i social media hanno ormai pervaso ogni aspetto della vita privata e la condivisione di pensieri e giudizi è diventata quasi un “mantra quotidiano” la buona riuscita di un evento, soprattutto se di carattere nazionale o internazionale, è misurata sempre di più in base al successo mediatico online.
In quest’ottica un’analisi quantitativa e qualitativa (Social Network Analytics) di quello che è stato il “cinguettio” riguardo l’hashtag #giro100  nei momenti topici dell’ultima tappa e durante la premiazione risulta particolarmente importante.

QUANTO
Nelle tre ore a cavallo tra la fine della tappa e la premiazione sono stati raccolti 16465 tweet postati da 9541 utenti. 727 utenti sono stati menzionati / retwittati.

Sommario dati #Giro100

CHI
Gli utenti più attivi nel postare sono stati semplici appassionati, giornalisti, siti di informazione sportiva e anche, curiosità, una ditta inglese che produce attrezzature per ciclisti, probabilmente interessata ad espandere la conoscenza del proprio marchio.

Utenti più attivi #Giro100Chi ha stabilito più connessioni?
La classifica degli utenti più retwittati e mezionati, ovvero gli influencer, vede in testa, oltre all’account ufficiale dell’organizzazione, i principali protagonisti della corsa e le loro squadre, primo tra tutti Tom Dumoulin, il vincitore.

Gli influencer #Giro100

Il post maggiormente retwittato?
Manco a dirlo il tweet dell’organizzazione che annunciava la vittoria di Dumoulin con 1643 retweet nel periodo considerato.

il post principale #Giro100

La Social Network Analysis degli utenti evidenzia invece come le tre principali comunità di discussione si siano sviluppate attorno agli account dell’organizzazione, del ciclista Dumoulin, e del Team Sunweb, la squadra del ciclista olandese. Altre comunità minori quelle legate agli account di Quintana, Nibali e delle altre squadre.

Social Network Analysis Utenti #Giro100Versione interattiva

QUANDO
Emblematica anche l’analisi temporale dei tweet che evidenzia come, nel momento in cui il ciclista olandese tagliava il traguardo vincendo l’edizione 100 del giro, attorno alle 17.30, si verificava il picco di tweet. Evidentemente molti twittatori contagiati dal trasporto emotivo legato all’impresa sportiva si sono dati molto da fare esprimendo il loro pensieri del momento.

Analisi temporale #Giro100

CHE COSA
Gli utenti che hanno twittato durante l’evento hanno associato le loro conversazioni a 601 “argomenti” (altri hashtag) correlati.

Hashtag correlati #Giro100
Tra gli hashtag “di massa” quelli in cui gli utenti hanno espresso congratulazioni a Dumoulin per la vittoria finale, ma anche incitamenti agli altri avversari sconfitti come Quintana e Nibali. Da notare anche come alcune tematiche calcistiche legate soprattutto al #TottiDay abbiano fatto capolino nel vociferio attorno al Giro.

Principali hashtag #Giro100

Wordcloud #Giro100

La Social Network Analysis degli hashtag evidenzia invece gli argomenti principali attorno ai quali si è sviluppato il dibattito.

Social Network Analysis hashtag #Giro100

 

 

Come è cambiato il turismo in Italia

Il turismo in Italia

Nel decennio 2001 – 2011 le presenze turistiche sono cresciute, in media, in Italia del 10% attestandosi a circa 386 milioni. Il Piemonte e la Puglia sono le regioni dove le presenze sono cresciute maggiormente, rispettivamente il 48 e il 45 %. Una flessione nel numero delle presenze si è verificata solamente in cinque regioni. Tra di esse spicca il dato negativo delle Marche dove le presenze sono crollate del 17%.

Nel 2011 il Veneto si confermava la regione con le maggiori presenze, circa 63 milioni, seguito dal Trentino – Alto Adige con circa 44 milioni e la Toscana con oltre 43 milioni. Fanalino di coda il Molise con meno di 700 mila presenze annue e la Basilicata con quasi 2 milioni di presenze turistiche.



I servizi di alloggio per il turismo in Italia *

L’analisi dei dati del Censimento ISTAT dell’Industria e dei Servizi, relativamente ai servizi di alloggio, delinea uno scenario variegato. Nel decennio 2001 – 2011 la maggior parte delle regioni italiane ha registrato una crescita delle unità dei servizi di alloggio. Una flessione si è registrata solamente in alcune regioni del nord. Il Trentino – Alto Adige è la regione italiana che nel 2011 aveva il maggior numero di alloggi 7.025, ma anche la regione che ha registrato la flessione più significativa, pari al 16%, rispetto ai dati del 2001. La Sicilia è invece la regione che ha avuto la crescita più sostenuta dei servizi di alloggio con un tasso medio del 87%. Le regioni che nel 2011 possedevano il minor numero di alleggi sono il Molise, 174 attività di alloggio e la Basilicata, 304 attività di alloggio. Nel 2011 era invece il Veneto la regione che vantava le maggiori presenze turistiche per alloggio, oltre 18 mila, seguito dal Friuli Venezia Giulia con quasi 13 mila presenze per alloggio. In fondo alla classifica il Molise con circa 4 mila presenze per alloggio. Confrontando le presenze turistiche per alloggio tra il 2001 e il 2011 si osserva che la maggior parte delle regioni italiane registrano una decrescita in valori assoluti. Le perdite maggiori si hanno in Sicilia. Una crescita delle presenze per alloggio si registra solamente in otto regioni la maggior parte delle quali localizzate nel centro-nord. Da sottolineare la crescita registrata in Trentino – Alto Adige e in Piemonte.


Presenze turistiche per alloggio

Sul fronte dell’occupazione, confrontando il numero degli addetti del 2001 con il numero degli addetti del 2011 si evidenzia un’Italia tinteggiata a macchie di leopardo. Circa la metà dei 5440 comuni italiani rilevati ha registrato un aumento del numero degli addetti nel decennio 2001 – 2011, mentre i comuni che hanno registrato una diminuzione rappresentano il 43%. I comuni che non hanno subito variazioni nel numero degli addetti sono invece 359 pari al 7%. Tendenzialmente, le regioni dove si è verificata una crescita più omogenea dell’occupazione sono il Trentino – Alto Adige, la Valle d’Aosta, la Toscana e la Sicilia.

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I servizi di ristorazione per il turismo in Italia *

La regione italiana che nel 2001 vantava il maggior numero di attività legate ai servizi della ristorazione è la Lombardia con circa 39500 esercizi seguita dal Lazio con quasi 25000 esercizi. Nel periodo considerato 2001 – 2001 tutte le regioni italiane hanno registrato una crescita dei servizi di ristorazione ma con differenze marcate tra il centro-nord dove la crescita è stata più contenuta rispetto alle regioni centro – meridionali che hanno registrato tutte tassi superiori al 20%. La Puglia è la regione dove le attività di ristorazione sono cresciute di più, con una percentuale in media del 49% mentre in Friuli – Venezia Giulia, fanalino d’Italia, la crescita è stata solamente pari al 7%.


Il confronto dei dati relativi all’occupazione, nel decennio 2001 – 2001, evidenza invece una crescita degli addetti in tutte le regioni italiane.

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Dataset

* Il turismo in Italia . I dati relativi ai servizi di alloggio e di ristorazione sono relativi alle sedi aziendali. I servizi di alloggio, sulla base della classificazione ATECO 2007, comprendono le strutture che forniscono alloggio per brevi periodi a visitatori e viaggiatori. La divisione comprende alberghi e strutture simili, alloggi per vacanze e altre strutture per brevi soggiorni, aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte, altri alloggi. È inclusa anche la fornitura di alloggi per periodi di tempo più lunghi a studenti, lavoratori e figure simili. Alcune strutture forniscono unicamente alloggio, mentre altre forniscono una combinazione di alloggio, pasti e/o servizi accessori. Questa divisione esclude le attività connesse alla fornitura di alloggio per lunghi periodi, in strutture quali appartamenti, generalmente affittati mensilmente o annualmente. Le attività dei servizi di ristorazione includono le attività che forniscono pasti completi o bevande per il consumo immediato, sia in ristoranti tradizionali, self-service o da asporto, che in chioschi permanenti o temporanei con o senza posti a sedere. L’aspetto decisivo è che vengono forniti pasti per il consumo immediato, indipendentemente dal tipo di struttura che li offre. È esclusa la fornitura di pasti non preparati per il consumo immediato o che non siano prodotti per essere consumati immediatamente o di cibo preparato che non può essere considerato un pasto. È inoltre esclusa la vendita di alimenti non prodotti in proprio che non possono essere considerati un pasto o di pasti non pronti per il consumo immediato. La divisione comprende: ristoranti e attività di ristorazione mobile, fornitura di pasti preparati (catering) e altri servizi di ristorazione, bar e altri esercizi simili senza cucina.

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Ambiente: quanto si spende nelle regioni italiane

Sono la Valle d’Aosta e il Trentino Alto Adige le regioni italiane che spendono maggiormente nell’ ambiente. Confrontando i dati Istat relativi all’anno 2011, nelle due regioni a statuto speciale, la spesa pro-capite era, rispettivamente, di 517 e 297 euro. Da sottolineare i dati di alcune regioni del sud come la Basilicata e la Calabria dove si spendeva rispettivamente 198 e 183 euro per abitante e le isole, Sardegna e Sicilia, dove la spesa registrata è di 303 e 137 euro. In fondo alla classifica l’Emilia- Romagna dove si spendeva appena 19 euro pro-capite per la tutela dell’ ambiente.I dati sono forniti da ISTAT


Visualizza la mappa interattiva a schermo intero. Qui il Dataset

La Serie A 2014 – 2015: mappa del campionato italiano di calcio

Ci siamo. L’estate è agli sgoccioli e come ogni anno, è iniziato il Campionato. Forse non il “più bello del mondo”, come si diceva qualche anno fa, ma pur sempre uno dei più difficili ed entusiasmanti. Chi vincerà questa volta?
Nell’attesa di capire quali saranno le reali pretendenti per lo scudetto ecco le 20 squadre che si affronteranno in questa stagione.

Tra le tante curiosità, anche quest’anno, per la seconda volta nella storia della Serie A a girone unico, si disputeranno cinque derby cittadini, Genova, Milano, Roma, Torino e Verona. Inoltre, sempre per la seconda volta nella storia della massima categoria, tre squadre non appartenenti a città capoluogo di provincia, Cesena, Empoli e Sassuolo parteciperanno al Campionato.

La Story Map è resa con StoryMap JS, un tool di visualizzazione sviluppato da KnightLab.

La crescita del volontariato in Italia: mappa della diffusione

In base ai dati forniti dal Censimento delle istituzioni non profit 2011 in Italia, al 31 dicembre 2011 risultavano attivi circa 4.758.000 volontari.
Un numero in crescita rispetto ai dati del 2001 del 43,5% su base nazionale ma con differenze molto accentuate tra regione e regione.
Nel Lazio e nel Trentino Alto Adige il numero dei volontari è più che raddoppiato, con una crescita rispettivamente del 137% e del 125,1%. La crescita risulta invece modestissima in Campania, +2,4%, in Sardegna, + 3,9% e in Puglia, +4,2%.

Qui il Dataset

Oltre agli ambiti di intervento tradizionali quali la sanità, l’assistenza sociale, la cooperazione e solidarietà internazionale, la cultura, lo sport e la tutela dei diritti, il volontariato sta ampliando la proprio raggio di azione anche in settori innovativi quali la tutela e valorizzazione dei beni comuni, la promozione dello sviluppo economico e della coesione sociale.
Per quanto riguarda la diffusione territoriale del volontariato i dati evidenziano sostanzialmente il centro e il nord avanti rispetto al Meridione. Le province autonome di Bolzano e Trento guidano la classifica italiana, rispettivamente, con il 30,1% e il 19,7% di volontari sul totale dei residenti. Nell’Italia centrale spicca il dato della provincia di Siena con il 18,1%. Nel sud e nelle isole la percentuale dei volontari in rapporto alla popolazione registra generalmente valori molto più bassi anche se in alcuni casi, come le province della Basilicata e della Sardegna, i valori sono leggermente più alti, prossimi al 8%. I dati relativi alla popolazione residente sono estrapolati dal Censimento Generale della Popolazione del 2011.

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L’Italia e l’ energia : una prospettiva regionale

È la Valle d’Aosta la regione che produce maggiore energia elettrica in Italia con 24306 KWh per abitante, seguita dalla Provincia Autonoma di Bolzano che produce invece circa 12726 KWh per abitante.
Da sottolineare invece come due regioni fortemente industrializzate dell’Italia settentrionale come la Lombardia e il Veneto producano molta meno energia elettrica, rispettivamente 4524 KWh e 3360 KWh per abitante.
Anche nell’Italia centrale la produzione di energia elettrica risulta inferiore rispetto a quella delle regioni alpine. Il dato più alto è quello della toscana con 4555 KWh per abitante.
Nel Meridione il quadro appare invece molto più variegato. Si parte da una produzione di 1930 Kwh della Campania, fanalino d’Italia, fino alla Puglia che produce invece circa 9790 KWh per abitante.

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Cartogramma della produzione di energia elettrica in Italia

Per quanto riguarda i consumi di energia elettrica le differenze tra le varie regioni risultano nettamente inferiori.
La regione che consuma più energia elettrica è il Friuli – Venezia Giulia con circa 7799 KWh per abitante seguita dalla Valle d’Aosta con 7568 KWh. In fondo alla classifica figurano invece la Campania con 2947 KWh e la Calabria con 2743 KWh per abitante.
Generalmente le regioni dell’Italia centrosettentrionale consumano una maggiore quantità di energia elettrica rispetto alle regioni del centro-sud.

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Cartogramma del consumo di energia elettrica in Italia

Analizzando la differenza tra la produzione e il consumo di energia elettrica nelle varie regioni le sorprese non mancano. Le regioni più in rosso sono infatti la Lombardia e il Veneto che presentano saldi negativi, rispettivamente -2143 e -2674 KWh per abitante. Le regioni più virtuose sono invece la Valle d’Aosta con +16738 KWh per abitante, la Provincia Autonoma di Bolzano con +7063 KWh e nel sud la Puglia con +5240 KWh.

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Saldo energetico delle regioni italiane

La fonte dei dati è l’Istat riferita all’anno 2012.
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Ucraina e non solo: le tensioni alla periferia dell’Europa

Non solo Piazza Maidan, la Crimea e l’ Ucraina. Dalla Transnistria al Caucaso, la periferia dell’Europa da oltre venti anni è teatro di crescenti tensioni, scontri e guerre. Una mappa interattiva mostra le “aree calde” di quello che una volta era il blocco sovietico e oggi rappresenta un terreno di scontro tra opposti nazionalismi e crocevia di diversi interessi in chiave geopolitica.
La visualizzazione interattiva è stata realizzata con l’ ausilio di Google Fusion Tables.
I poligoni vettoriali delle aree contese sono stati realizzati a partire da shapefile scaricati dal web ed elaborati attraverso l’ausilio di QGis.
Cliccando all’interno dei singoli territori appare una finestra contenente un approfondimento delle tematiche.

Visualizza la mappa interattiva a schermo intero.

La tassa soggiorno in Valdichiana e Valdorcia

E io pago!
… si ma dove e quanto?
La tassa soggiorno è stata introdotta anche in ValdiChiana e ValdOrcia. Una mappa interattiva evidenzia il variegato sistema di tassazione nei comuni del sud della provincia di Siena. La rappresentazione dei dati è resa con Simile Widgets Exhibit, un tool di visualizzazione open-source sviluppato da una estesa comunità di utenti.

Visualizza a schermo intero

La provincia Siena in cifre

Una mappa interattiva mostra le principali cifre della provincia Siena in termini di popolazione, ricavate dai dati del Censimento Generale ISTAT della Popolazione del 2011.
La provincia Siena è composta da 36 comuni che sono raggruppati in 7 aree territoriali. La rappresentazione dei dati è resa con Simile Widgets Exhibit, un tool di visualizzazione open-source sviluppato da una estesa comunità di utenti.

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